lunedì 2 novembre 2009

VELA - A NOLI LA 2° TAPPA DELL’ITALIAN SLALOM TOUR




Noli, 31 ottobre - Ancora nel segno di Marco Begalli la prima giornata della seconda tappa dell’Italian Slalom Tour in corso di svolgimento presso la Lega Navale Italiana di Noli in Liguria. Il neo campione nazionale e vincitore della Coppa Italia FW, al termine delle due prove portate a termine nella giornata odierna, sabato 31 ottobre, guida la classifica, seguito dal giovane Matteo Iachino, e da Robert Hofmann a pari punti con Francesco Orsi e Massimo Masserini.Domani, domenica dei Santi, 1° novembre, si cercherà di replicare il programma svolto, anche se le previsioni meteo appaiono meno favorevoli.

Aprono le iscrizioni al Master In Yachting Management


L’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” riapre le porte agli studenti per il Master Universitario di 1° Livello in Economia e Gestione del Settore Nautico Sportivo. Il Master, che negli anni passati ha ricevuto largo riscontro da parte delle aziende di settore interessate alle figure professionali formate dal corso di studi, ha durata annuale, attribuisce 60 CFU e offre agli studenti, tramite stage e tirocini, opportunità di impiego nel campo della nautica e della vela.
Le lezioni, con formula week-end, e le metodologie di tipo fortemente partecipativo forniscono, infatti, le necessarie conoscenze tecniche, competenze gestionali, capacità relazionali e di approccio al settore della nautica e dello sport della vela, creando figure professionali di stampo manageriale, versatili e capaci di comprendere le dinamiche strategiche nei diversi campi d’azione che caratterizzano il settore.
Il 20 Novembre alle 18:00 presso l’Aula MA1 dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, si svolgerà la presentazione del MYM durante la quale verranno presentati gli obiettivi, la struttura e le metodologie didattiche del Master, le prospettive delle aziende che accoglieranno i futuri studenti e le esperienze degli alunni iscritti alle precedenti edizioni. Parteciperanno inoltre due testimonial d’eccellenza: Cristiana Monina, ex Campionessa Europea di Laser Radial e Max Procopio responsabile dell’ufficio stampa di Alinghi per l’Italia, nonché ex membro dell’equipaggio del Moro di Venezia.

VELA - Solitari italiani alla MiniTransat 6,50 - Giancarlo Pedote


Ecco una parte del racconto della seconda "tappa" direttamente dal sito www.giancarlopedote.it :
"Partenza da Funchal - I giorni a Funchal trascorrono tranquilli, non ho danni alla barca, se non piccolissime cose, e questo mi permette di dedicarmi alla meteo e alla navigazione. Sempre con Riccardo trascorriamo una settimana nel ristorante all'attico del mini appartamento con cui vivo insieme a Stefania, a discutere di strategie, problemi meteo, layline, prendiamo waypoint di tutto il percorso e tanto altro. Il giorno della partenza mi sento male, la pressione è scesa tantissimo, l'umidità è alle stelle ho un cerchio alla testa come se fossi ubriaco da tre giorni e una sonnolenza irreparabile. La situazione meteo vede una depressione sulle Azzorre stazionaria, che ci porta del vento da Sud-Ovest e pioggia, che durerà fino alle Canarie. Jean Yves Bernot, il metereologo cui mi sono affidato, ci consiglia di partire mure a sinistra e proseguire fino al 32N 018 W, li dovremmo incontrare una leggera bascula verso nord che ci mette in rotta 270°.
Questo è il momento per virare e scendere verso Sud in approccio alle Canarie. Così faccio, ma il vento nel percorso di discesa è irregolare come direzione, ci sono varie bascule su cui poter virare, sono indeciso se farlo o meno, poiché credo che la bascula verso Nord prima o poi si faccia sentire importante e quindi sarebbe strada buttata.
Morale: mi sono sbagliato, il routage anche, chi è rientrato sugli scarsi mi atomizza nell'approccio sulle Canarie. Mantengo il sangue freddo e decido di attaccare nella bonaccia tra le Canarie. Abbiamo una dorsale in arrivo e se c'è una cosa in cui mi sento forte sono le ariette (poco vento).
Turni di massimo 15 minuti di sonno mi permettono un passaggio tra Tenerife e Gomera sempre con vento, sono entrato tantissime volte in bonaccia, ma ne sono uscito in un lampo.
Tutto quesato mi porta ad essere nel gruppo di testa all'uscita delle Canarie.
Tra la Mauritania e Cap Timeris - Sono incazzato con colori cangianti tra il viola e il nero che si sfumano l'uno sull'altro. Adesso mi punisco per quello che ho fatto. Entra vento che ci accompagnerà per 36 ore 25-27 nodi, in cui non ho mai tolto lo spi grande e mi sono alternato tra tutta randa e una mano. Ho supplicato il mare di permettermi di agguantare un pezzo di prosciutto in 10 secondi, lo pregavo di farmi fare pipì senza straorzare. Lui non ne ha voluto sapere. Non ho mangiato, ho fatto pipì in condizioni da telefilm, mi sono distrutto le mani che i guanti erano giù, ma non abbiamo mai levato il piede. Non leggevo più gli strumenti alla fine: il display NKE con 4 informazioni era per me una macchia rossa uniforme.
In realtà questo è uno degli ultimi stadi di come appare la stanchezza nel mio corpo, alla fine della regata avevo cominciato a riconoscere singolarmente tutta la sintomatologia, ma ve lo racconterò più avanti. Avevo voglia di riagganciare il gruppo, Charlie, Riccardo, Francisco e Xavier erano scappati come proiettili, per ritornare avevo solo il sistema di tirare fino all'impossibile. Comincio nel delirio della stanchezza a sentire amici che mi parlano mentre sono al timone.
Raciel mi parla in spagnolo all'orecchio e mi dice: "Dale brother, comete uno mas, dale, comelo, hacelo para mi, uno mas, dale despacio con el cuccillo como sabes hacer tu. No le hagas mucho mal". Queste parole mi danno forza. Penso alle persone a casa che mi hanno aiutato. Quanti sacrifici, Matteino, lo zio Piero, Vale e la Doni che erano alla partenza, il messaggio di Vale sul boma, tutto l'aiuto che mi ha dato Stefania, l'aiuto di tanti altri. Adesso schiacci per tutti e silenzio. Vedo tutto sfumato, gli occhi non mettono a fuoco bene, ho nausea, la testa cade di lato, ma la mano al timone tiene e il cuore anche. Le posizioni scalano, ci stamo lentamente avvicinando.
Approccio alle Isole di Capo Verde - Stefania, nel diario di terra, ha perfettamente descritto la situazione che ha preceduto la partenza da Funchal. Ero talmente preso dalla regata che non ho avuto il tempo di scrivere nemmeno: vado! Adesso é il momento del resoconto dei fatti della seconda tappa. Questo sará un lavoro da fare con calma, in modo da non tralasciare particolari tecnici o umani che hanno reso per me unica quest´avventura. Stefania, nel diario di terra, ha perfettamente descritto la situazione che ha preceduto la partenza da Funchal. Ero talmente preso dalla regata che non ho avuto il tempo di scrivere nemmeno: vado!
Adesso é il momento del resoconto dei fatti della seconda tappa. Questo sará un lavoro da fare con calma, in modo da non tralasciare particolari tecnici o umani che hanno reso per me unica quest´avventura. In questo momento sono confuso, parlo poco, stare tutto questo tempo da solo in barca mi ha lasciato delle tracce che devo ancora scoprire. La regata é stata per me durissima, non mi sono divertito tanto da quando ho fatto la cazzata di prendere Est dopo le Canarie.
Da quel momento ho solo tirato come un folle per ritornare nel pacchetto di testa. Ho avuto spesso nausea indotta dalla stanchezza. Mi tuffavo sotto coperta per agguantare un pezzo di pane e prosciutto, il pilota a volte straorzava a causa dell´eccesso di tovaglia a riva ed ero costretto a tornare al timone. Sono arrivato alla follia di essere a randa piena e gran spi a 27 nodi per constatare che vado meglio con una mano e spi medio. All´arrivo ho detto a Xavier che mi ha distrutto la vita degli ultimi tre giorni, facendomi vivere un inferno di lotta all´ultimo sangue, fino al punto in cui ho detto: "vai e tieniti questo 4 posto".
Ieri nel sentire il mio racconto Xavier replicava: "Mi hai estenuato, sono stato tantissime volte al punto di chiamarti per radio e dirti: Ti prego, togliamo lo spi per mezzora insieme e dormiamo, poi continuaiamo la bagarre". Eravamo esasperati entrambi per le capacitá dell´altro, peccato che ognuno di noi a bordo pensava di essere inferiore e portava i propri limiti alla follia.
Sono arrivato esausto. La gioia di riabbracciare la Stefi e Marchino é balsamo per la mia anima e mi dimentico di tutto.
Grazie Prysmian, Mursia, Gottifredi Maffioli e Harken che avete creduto in me ed avete reso possibile questo mio sogno.
Per adesso vi racconto questo, con calma vi preparo un resoconto tecnico della seconda tappa.
A presto,
Giancarlo."

VELA - Pericolo di disalberamento per Telecom Italia - Giovanni Soldini naviga di conserva dopo l'incidente


1 novembre 2009 - La Solidaire du Chocolat (la prima transoceanica dalla Francia al Messico partita il 18 ottobre da St Nazaire) si sta rivelando una regata durissima. Giovanni Soldini e Pietro D'Alì a bordo di Telecom Italia navigano di conserva dopo la rottura del cuscinetto dello strallo principale, avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. Con il timore continuo di disalberare dato che l'albero non è in tensione come dovrebbe.L'impossibilità di issare il solent ( la vela chiamata anche genoa e usata con tanto vento nelle andature di bolina) ha ovviamente penalizzato la barca italiana che, utilizzando la trinchetta, naviga meno velocemente di bolina rispetto agli avversari. Nella notte Telecom Italia ha perso la prima posizione a vantaggio di Initiatives-Novedia (De Lamotte-Hardy), che ha guadagnato 30 miglia in otto ore. Anche se da questa mattina alle h 5 la distanza tra il Class 40 francese e Telecom Italia è rimasta stabile sulle 20 miglia. L'equipaggio italiano sta pensando se effettuare un rapido stop a St Barth, l'isola dei Caraibi che la flotta dei sedici Class 40 rimasti in gara (su ventiquattro partiti) deve lasciare a tribordo, per eseguire la sostituzione del pezzo. "Questa rottura non ci voleva proprio", dice Soldini. "Per di più siamo stremati, la notte scorsa ci ha messo a dura prova, non abbiamo mai dormito. Siamo capitati dentro una tempesta con tuoni e fulmini, continui salti di vento, mare incrociato. È dalla partenza che siamo bagnati fradici. Cerchiamo di fare il possibile, ma non possiamo fare miracoli. Abbiamo provato a navigare con lo spi piccolo ma scadiamo troppo, non ce la facciamo a stringere. Dobbiamo aspettare domani. Nel frattempo abbiamo poggiato un po' per non essere troppo di bolina. Stiamo pensando se farci spedire un nuovo perno dello strallo a St Barth e fermarci lì giusto per la riparazione. Adesso abbiamo 30 nodi al traverso che nelle prossime 24 ore dovrebbero calare. Poi si vedrà". Al rilevamento delle h 17 (italiane), Telecom Italia naviga in seconda posizione a 24.9 miglia da Initiatives-Novedia (De Lamotte-Hardy). Sale in terza posizione Cheminées Poujoulat (Jourdren-Stamm) a 91,5 miglia dal primo.Al Class 40 italiano mancano ancora 2688 miglia (su 5000) fino all'arrivo a Progreso (Yucatan).

domenica 1 novembre 2009

Solitari Italiani alla MiniTransat 6,50 - ANDREA ROSSI


Dal sito di Andrea Rossi http://jrata.wordpress.com/ il suo racconto;


"Come promesso eccomi a scrivere un riassunto di questi 24 giorni di mare, a volte interminabili…

3 novembre 2009: Si parte per davvero. Stavolta non saranno 1′000 miglia, ma oltre il triplo. Preventivo 25 giorni e faccio cambusa per 30. Di solito sbaglio clamorosamente con le dosi (porto sempre troppo), ma devo dire che l’aiuto della dietologa del CMCS mi ha aiutato parecchio. Impressionante il volume d’acqua che dobbiamo imbarcare. 140 litri in tanichette da 10 litri. Molti buttano gran parte dell’acqua subito dopo la partenza per alleggerire la barca, e i più estremi gettano addirittura 100 litri… Io mi libero di soli 40, pensando che l’acqua é vita e se dovesse succedere qualcosa i calcoli potrebbero non tornare. Una bella partenza, davvero, parto tra i primi e faccio il bordo verso il largo, mentre gran parte della flotta si getta in terra. Ho ragione io stavolta e passo il disimpegno poco dietro ai primi proto e davanti addirittura a Lobato (e non di poco). Un piccolo momento di gloria, che aiuta il morale. Successivamente le scelte sono 2: EST o OVEST? JY Bernot che ci ha fatto il routage le consiglia entrambe e quindi vado a fare una media tra le due (grande errore)… mi butto a Ovest, ma avrei dovuto osare distaccarmi di piú dalla rotta diretta, seguire l’esempio di Charlie Dalin, che ha successivamente lasciato le maledette isole Canarie alla sua sinistra, procedendo senza incappare nei coni ‘ombra delle isole. Riguardando il tracking di quello che ho combinato in quell’arcipelago, mi viene da metteremi le mani nei capelli… pensavo di aver perso molto nella parte successiva, con l’aliseo anomalo, reso più forte dalla depressione sulla Mauritania, invece mi accorgo che in quella parte, non ho perso molto dal gruppo, pur avendo riscontrato i problemi di inaffidabilitá del pilota come per la prima tappa.
Questa volta il pilota oltre ai problemi di settaggi, mi abbandona meccanicamente, tranciando di netto il settore su cui si fissa l’attutore principale alla barra. Monto quello estrno di rispetto con la paura che se questo mi pianta in asso, sono condannato a 24 ore al giorno alla barra. Il problema di questi attuatori che lavorano esternamente é il surriscaldamento sotto il sole. Quindi mi impegno a timonare nelle ore più calde della giornata (una decina al giorno), mentre lui fa i turni notturni. Funziona e per fortuna arrivo con lui sino a Bahia. Sento la mia posizione alla BLU nell’appuntamento con Monaco Radio e sono un po’ scornato… penso: Vabbé peggio di così… Ed infatti passo dalla 43esima posizione alla 37esima. Mi rendo conto di aver avuto molta fortuna nel Pot au Noir, questa zona tanto temuta, é imprevedibile e la fortuna mi ha aiutato e passo questo inferno in sole 40 ore, mantenendo sempre rotta a Sud, incappando mai nelle piatte e schivando i groppi più violenti con le raffiche oltre i 45 nodi. 33 il massimo registrato. Quello che ho trovato in questo posto é stata della gran pioggia e se avessi dovuto passare anche solo un altro giorno in quelle condizioni, avrei avuto il morale a terra.
Uno dei maggiori problemi riscontrati (oltre al maledetto pilota) è stata la rottura delle volanti. I martelletti rifatti alla Rochelle si sono sfilati dal cavo, procurandomi non pochi problemi con una riparazione in testa d’albero. Ho peccato di presunzione, pensando di poter salire come solitamente faccio in porto (come uno scoiattolo) una volta in mare. Non bisogna solo pensare al moto ondoso che rende l’operazione pericolosa per i continui sobbalzi contro le sartie e l’albero, ma anche il fatto che il fisico e i muscoli dopo 15 giorni di mare non sono quelli della partenza. Non avevo fiato e una volta sceso ho avuto male a gambe e braccia per 2 giorni. Prima di salire pigio il pulsante verde della balise fornita dall’organizzazione per avvertire che ho un problema che posso gestire da solo. Mentre piombo le nuove volanti in tessile, sento al VHF Celeste, la barca d’appoggio dirottata sulla mia posizione per accertamenti. Spiego la situazione e mi pregano di richiamarli dopo un ora a lavoro finito. Salgo con un imbrago da montagna ed una maniglia di sicurezza, ma se salire si rivela difficile, scendere é quasi impossibile. Impreco contro ogni divinitá esistente e mi do del ******* per non aver pensato ad un sistema migliore di risalita. Quando termino e scendo, chiamo celeste e li avverto che la mia velocitá sará ancora ridotta per qualche ora. Non riuscivo infatti a trovare le forze per riissare la randa e continuo con solo solent per 4 ore, sono a pezzi in pozzetto abbracciato ad una bottiglia d’acqua.
Il giorno successivo sono nel Pot au Noir sotto la pioggia ed i groppi e mi dico bravo per non aver esitato nella riparazione, sebbene il giorno prima avessi i minuti contati dal sole che tramontava.
L’uscita del Pot au Noir è stata come uscire da una stanza. Uno scorcio di azzurro mi si para davanti, a Sud, lo seguo, cala il vento e resto 20 minuti nella “pétole” poi un refolo da SE si fa sempre più forte e mi tira fuori. Dietro l’ammasso di nuvole, davanti il cielo libero. Quasto é l’aliseo dell’emisfero sud e non sono mai stato così felice di bolinare… La felicitá dura poco perchè come dice Giancarlo Pedote “…ve l’avevo detto io che non c’é da divertirsi…” la bolina comincia a diventare dura, un onda da mediterraneo incrociata, spruzzi che ti costringono a vivere nel bagnato. Non c’é riparo, la barca dentro é tutto bagnata, anche il materassino e i teli antirollio. Dormo con la cerata (zuppa anch’essa) e i vestiti sotto (idem). Comincio ad accusare piaghe da decubito e per fortuna ho imbarcato una crema che mi ha letteralmente salvato il fondo schiena! Alcuni sono arrivati a Bahia e sono stati ricoverati in condizioni pietose. Figuratevi, semppre seduti sul bagnato sfregando su un antisdrucciolo che pare carta vetrata…. Ah, bello il Mini!
La bolina è durata una settimana, poi lentamente il vento ruota e diventa portante sulle coste brasiliane, prima Code Zero, poi Spi medio (più piatto) e poi Runner da 80 metri…
In questo ultimo pezzo di strada sono in contatto radio con Mathieu e Brice e fa veramente piacere sentire qualcuno per radio, si parla di argomenti futili. L’ultimo giorno prima dell’arrivo sembra di essere tornati in Bretagna, cielo nero e groppi a intervalli strettissimi, tanta pioggia… ma come si fa ad arrivare così in Brasile? L’ultima notte dormo con lo Spi grande (volevo prendere Brice ad ogni costo prima dell’arrivo). Un groppo arriva inaspettato e mi fa fare dei numeri mai visti… la barca straorza ed é distesa sul fianco, mollo tutto, ma non accenna a rialzarsi, Il Runner che sbatte, sembra voglia strapparmi vial’albero. Sparo Mura e non cambia nulla, poi chiaramente si impiglia nelle crocette e qui mi dico, ok é fatta, vedo giá la news sul sito: Andrea Rossi disalbera a 80 miglia dall’arrivo. Sparo drizza, mi aggrappo alla scotta e comincio a tirare come un trattore, Spi in acqua, fa da ancora e mi fa strapuggiare, randa a collo per via della ritenuta e sono straiato sul lato opposto. Mollo il paranco della ritenuta e la barca si mette piatta. Finisco di tirare a bordo lo spi, non prima di aver combattutto contro la mura finita nei timoni… Il groppo passa e il vento scende di nuovo a 20 nodi… che si fa? lo ridiamo? Dai metto il medio e la velocitá scende di solo 0,3 nodi. Una Redbull e una barretta PowerBar e sono di nuovo operativo. Supero Brice di qualche miglio e mi avvio all’entrata della Baia De Todos Os Santos…. il resto ve l’ho raccontato nel post precedente.

Sono qua a scrivervi queste righe, in attesa del battello che ci porterà al Morro de Sao Paulo, un isola dove mi concederò 4 giorni di vacanza relax… Spero di poter tornare a casa il 6-7 novembre, ma sto ancora attendendo risposta per il volo di rientro. Nei prossimi giorni metterò qualche immagine sul Blog e racconterò qualche aneddoto.

Un saluto a presto quindi!
Andrea"

Solitari Italiani alla MiniTransat 6,50 - LUCA TOSI


Ieri mattina verso mezzogiorno abbondante mi stavo rilassando a casa dopo aver passato un paio di ore ad aiutare un mio amico a restaurare il suo Dinghy 12 piedi tutto di legno e così di cazzeggio in cazzeggio faccio un rapido passaggio su Facebook ....... butto un'occhio alla chat ......
WOW ........ Luca Tosi on line! ..... ma non sarà vero penso tre me e me ...... sarà sua sorella Alessandra che facendo parte dello staff a terra di Luca sta solo "gestendo "pro tempore" il suo profilo a scopo "public relation" ......? Mi decido e apro la linea di chat e timidamente lo interpello chiedendo se è veramente Luca Tosi ...... azzz è proprio LUI ...... ma cerrrrrto che è LUI !!
Insomma abbiamo chattato insiene una decina di minuti !!
Luca mi ha raccontato che è ancora in Brasile a Bahia impegnatissimo nei meritati festeggiamenti della regata che sono molto più impegnativi della regata stessa !! ;-)
Per fortuna che i festeggiamenti durano solo una settimana altrimenti pochi potrebbero sopravviverne !! ;-) qualcosa mi dice che per un vero lupo di mare niente è più "dolce" del RHUM brasiliano !! ;-)
Mi ha anche ringraziato più volte per il poco che ho scritto di lui e gli ho spiegato che è tutto merito di sua sorella che mi ha sempre fornito le "imbeccate" e le dritte "giuste" ...... poi mi ha salutato perchè doveva lasciare la postazione del computer ad un'altro ragazzo ........
ARRIVEDERCI IN ITALIA !!

Solitari Italiani alla MiniTransat 6,50 - RICCARDO APOLLONI


DAL SITO DI RICCARDO APOLLONI http://www.iomibarcameno.it/ :


"
Immaginavo questa storia come ad una barca che parte da un lato del mare, si fa un puntino invisibile all'orizzonte e riappare per magia dall'altro lato del mare.
Mi sfuggiva un dettaglio: il tracking.
Così il puntino prima scompare, poi rimbalza nell'etere per entrare nel mondo virtuale di internet.
Il punto virtuale naviga su colori di vento: tra macchie di blu calma da evitare, verdi e gialli da allegri a felici, rossi spavento e neri popolati da demoni. Il punto naviga in perenne compagnia e gioca una interminabile partita a scacchi con altri puntini.
La barca reale naviga su un solo colore dalle mille sfumature: un blu punteggiato di bianco. Bianca è la misura delle sue emozioni dalle ochette allegre, alla schiuma che bagna e si fa fatica, poi spavento, ed infine paura.
La barca naviga in perfetta solitudine.
Almeno crede.
Poi scopre al rientro dalle tante mail che avete mandato che sola non era.
Grazie!
Grazie per avermi seguito.
Grazie per aver scritto.
Grazie per aver sognato con me.

Riccardo"


VELA - MELGES 24 WORLD CHAMPIONSHIP: JOE FLY É SECONDO SUL PODIO


Dopo sei giorni di regate, in condizioni tatticamente molto difficili, caratterizzate da vento leggero e instabile, va in archivio l’edizione 2009 del Campionato del Mondo classe Melges 24.

Il vento, latitante per tutta la settimana, è tornato a soffiare sulla Chesapeake Bay proprio nella giornata finale, alla vigilia della partenza dei 51 equipaggi internazionali radunati ad Annapolis (USA). Due le prove fatte disputare dal Comitato di Regata (undici in tutto dall’inizio del Campionato), con vento intorno ai 12-14 nodi, da ovest-nordovest.

A laurearsi Campione del Mondo, con una prova d’anticipo, è l’equipaggio locale West Marine Rigging/New Egland Ropes (timoniere Chris Larson), premiato dalla grande regolarità di risultati. Pur non avendo mai tagliato il traguardo per primo infatti, West Marine ha ottenuto come peggior piazzamento un dodicesimo.

Joe Fly, timonato da Gabrio Zandonà e con le chiamate tattiche di Daniele Cassinari, tornerà in Italia con un meritatatissimo argento, conquistato dopo una settimana da grande protagonista. Primo tra gli equipaggi italiani.

Terzo sul podio il team norvegese Full Medal Jacket, timonato da Eivind Melleby.

La stagione 2009 nella classe Melges 24 si conclude così in bellezza per il team Joe Fly. A rendere possibile questo risultato:
Gabrio Zandonà (timoniere)
Daniele Cassinari (tattico)
Andrea Felci (randista)
Giovanni Maspero (drizzista)
Nicolas Dal Ferro (prodiere)

CLASSIFICA FINALE (Top-ten, dopo 11 regate)

1-55/ USA 655-West Marine Rigging / New England Ropes-LARSON-5-2-6-4-2-3-12-2-8-2-[52/DNS]-46.00
2-37/ ITA 777-Joefly-Zandonà-6-18-3-1-1-4-17-8-7-[39/ZFP]-6-71.00
3-34/ NOR 804-Full Medal Jacket-Melleby-8-4-4-22-5-1-6-16-[27]-3-2-71.00
4-65/ ITA 765-FANTASTICA-Celon-[23]-23-8-5-6-2-5-10-6-7-1-73.00
5-62/ SUI 782-Blu Moon-Rossini-3-6-9-21-11-23-[52/OCS]-1-1-5-3-83.00
6-67/ ITA 787-UKA UKA racing-Bressani-26-10-1-2-4-[30]-1-6-2-21/ZFP-12-85.00
7-49/ USA 749-FULL THROTTLE-Porter, Brian-2-12-5-12-12-13-21-[27]-15-4-4-100.00
8-13/ ITA 803-Gullisara-fracassoli-9-1-10-13-8-14-[35]-14-25-1-7-102.00
9-51/ USA 751-Quantum Racing / Gill Race Team-Hutchinson-1-[38]-14-10-10-7-8-5-3-32/ZFP-19-109.00
10-53/ USA 553-Event’s Clothing/Atlantis-Hardesty-19-3-2-7-7-[37]-22-23-18-13-5-119.00

VELA - Melges 24 Worlds 2009, Blu Moon chiude al quinto posto


Annapolis, 31 ottobre 2009 - Si è concluso da poche ore il Mondiale Melges 24 di Annapolis e proprio in occasione dell'ultima giornata la Chesapeake Bay ha regalato ai protagonisti della manifestazione le condizioni migliori dell'intera settimana. Seppur in ritardo rispetto alle previsioni, la baia è stata spazzata da un fresco vento da sud che, sostituendosi al leggero nordovest della decima manche, ha permesso ai protagonisti della rassegna iridata di vivere un'ultima prova entusiasmante. Emozioni non provate dall'equipaggio di West Marine Rigging. Il team di Chris Larson, laureatosi campione del mondo con una regata di anticipo, era infatti già in viaggio verso il porto.

Gli altri, invece, hanno dato il tutto per tutto nel tentativo di migliorare la propria posizione di classifica. Tra questi anche Blu Moon, già salito dalla settima alla sesta posizione grazie al quinto rimediato nella prima manche odierna, in vero iniziata non proprio nel migliore dei modi. Finito sotto la copertura della flotta, l'equipaggio di Flavio Favini, da sempre veloce in condizioni di mare formato e vento medio, ha scalato posizioni su posizioni, rientrando in gioco già alla prima boa di bolina.

Un risultato che ha confermato il trend positivo iniziato con il doppio successo di ieri e che ha fatto da preludio a un'ottima ultima manche. Il team portacolori del Lugano Yacht Club, infatti, ha salutato le acque di Annapolis con un terzo di giornata valso la quinta piazza assoluta. Davanti agli uomini di Franco Rossini si sono classificati il già citato Chris Larson, Joe Fly di Zandonà-Cassinari, secondo a pari punti con i norvegesi di Full Medal Jacket, e Nico Celon, vincitore della regata conclusiva con il suo Fantastica.

Il Campionato Mondiale di Annapolis ha rappresentato l'ultimo impegno stagionale del Blu Moon Sailing Team, protagonista di un 2009 davvero da incorniciare, iniziato con il secondo posto di Key West. A luglio SUI-782 si è infatti aggiudicato il circuito Volvo Cup e ad agosto è salito sul podio del Campionato Europeo di Hyéres.

Il team di Franco Rossini tornerà tra le boe all'inizio del 2010 in occasione della Key West Sailing Week, in programma in Florida tra il 18 e il 22 gennaio.

Il commento del giorno
Alina-Helly Hansen - Melges 24 European ChampionshipFranco Rossini, armatore di Blu Moon: "E' stato davvero un privilegio aver gestito un team come quello che Blu Moon ha schierato nelle acque di Annapolis. Un gruppo secondo a nessuno in fatto di individualità, che ha mostrato tutte le sue potenzialità in occasione delle prove d'esordio e delle giornate conclusive; in mezzo, in condizioni a mio parere non navigabili, specie per una barca come il Melges 24 che si aspetta campi di regata ventosi, un pò a causa di qualche errore, un pò a causa della sfortuna, abbiamo visto sfumare le possibilità di giocarci al meglio le nostre reali chance. Voglio comunque ringraziare e complimentarmi con tutti i componenti del gruppo, a partire da Flavio Favini per arrivare sino a Tiziano Nava, la cui esperienza è stata di fondamentale importanza per il team. I miei complimenti vanno anche a Chris Larson e al suo equipaggio, protagonisti di una serie pressoché perfetta. L'appuntamento è fissato per l'anno prossimo".

Incidente nella notte a bordo di Telecom Italia - Giovanni Soldini e Pietro D'Alì mantengono il comando


31 ottobre 2009 - Giovanni Soldini e Pietro D'Alì hanno comunicato questa mattina al telefono la rottura del cuscinetto in testa d'albero che tiene lo strallo principale, tredici giorni dopo la partenza della Solidaire du Chocolat (la prima transoceanica in doppio dalla Francia al Messico riservata ai Class 40).

L'incidente, avvenuto nella notte, ha ovviamente fatto perdere parecchie miglia a Telecom Italia che, nonostante tutto, riesce a mantenere la prima posizione con 19,3 miglia di vantaggio sul secondo, Initiatives-Novedia (in recupero) e 62,5 miglia sul terzo, Cargill-MTTM (rilevamento delle h 13).

La rottura penalizza non poco la coppia di velisti italiani che da qui all'arrivo a Progreso (Yucatan) non potrà più usare il solent (la vela chiamata anche genoa e usata con tanto vento nelle andature di bolina), ma solo le altre vele di prua (trinchetta, code 0, tormentina, tre spi). Sicuramente l'incidente è avvenuto per le durissime condizioni meteorologiche della regata. Dalla partenza a oggi, Soldini e D'Alì hanno superato ben sei depressioni sempre di bolina e si trovano in queste ore nella settima.

Questa la cronaca dell'incidente raccontato da Soldini: “Purtroppo stanotte si è rotto il cuscinetto in testa d'albero che tiene lo strallo principale. In particolare è esploso il perno del cuscinetto in testa d'albero che permette allo strallo di girare. Subito sono cascati sia lo strallo sia il solent. Siamo riusciti a recuperare tutto, anche la vela, senza danni, ma abbiamo perso parecchio tempo per riorganizzare la barca. Per fortuna non abbiamo disalberato grazie a Pietro D'Alì che ieri sera aveva messo lo strallo della trinchetta in sicurezza. Siamo ripartiti con il solent terzarolato sullo strallo della trinca. Ora stiamo navigando di conserva con la trinca. Cercheremo di inventarci una riparazione quando arriveranno condizioni meteo migliori, anche se la vedo molto difficile. Per il momento cerchiamo di salvare il salvabile”.