venerdì 30 ottobre 2009

VELA MELGES 24 WORLD CHAMPIONSHIP: JOE FLY GUIDA LA CLASSIFICA


Terza giornata di regate ad Annapolis, sulla costa nordorientale degli Stati Uniti. La Chesapeake Bay aveva in serbo ancora, per i 51 equipaggi a caccia del titolo iridato, vento leggero e molto instabile (6 nodi da 305° nella prima prova, 8 nodi nella seconda da 320°).
Il team Joe Fly si è rivelato ancora grandissimo protagonista, mettendo a segno un primo e un quarto posto. Grazie anche al conteggio dello scarto, l’equipaggio italiano guidato da Gabrio Zandonà, con Daniele Cassinari alla tattica, sorpassa così West Marine Rigging/New England Ropes (USA) e raggiunge brillantemente il vertice della classifica generale, ad un punto di distanza dai secondi. Al terzo posto, con sei punti di distacco dagli americani, seguono i norvegesi di Full Medal Jacket (timoniere Eivind Melleby).
La cronaca di Andrea “Tano” Felci (randista Joe Fly):
“La giornata è stata caratterizzata da continui buchi di vento e oscillazioni, condizioni molto insidiose. Nella prima prova, ci siamo ritrovati in una partenza piuttosto affollata, ma l'intuizione tattica di andare a destra si rivelava vincente e in breve ci siamo trovati nelle posizioni di testa. Notevole il distacco tra le prime quattro barche e il resto della flotta. Per i primi due lati del percorso, ci siamo mantenuti in seconda posizione, ma durante la seconda bolina riuscivamo a sorpassare il leader, Chris Larson (West Marine Rigging/New England Ropes), per poi andare a vincere con sufficiente margine, nonostante l'improvviso calo di vento che costringeva il Comitato ad accorciare il percorso di regata.
La seconda prova ci ha visti partire bene, ma subito venivano ripresi dal gruppo a causa di un'improvvisa raffica di vento proveniente dalla sinistra del campo di regata. Non ci siamo persi d'animo e abbiamo tenuto duro riuscendo ad arrivare alla boa di bolina a ridosso dei primi dieci. Il morale si è subito ripreso e abbiamo guadagnato l’ottava posizione. Ancora un'esemplare seconda bolina dal punto di vista tattico ci portava in prossimità dei primi tre. Da quel momento in poi Larson, in terza posizione, cominciava a sentire il fiato sul collo e ci controllava da lontano facendo sì che il nostro quarto posto rimanesse tale fino al traguardo.”

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