mercoledì 18 marzo 2026

Nicolò Gamenara – La mia Mini Transat al Circolo della Vela di Roma


 Sabato 14 marzo 2026, per il ciclo “Incontri al Circolo - Mare e Cultura” il pubblico riunito nel salone del Circolo della Vela di Roma ha ascoltato con partecipazione vivace l’emozionante esperienza velica di Nicolò Gamenara, giovane partecipante all'ultima edizione della Mini Transat, la regata transoceanica in solitaria riservata a piccole imbarcazioni di 6,5 metri.

La carriera velica di Niccolò comincia nella sua città natale, Imperia, una città di mare dove molti bambini fanno le prime esperienze in Optimist. Trasferitosi con la famiglia a Roma, Nicolò ha continuato l’attività velica presso il nostro Circolo con il passaggio alla classe Laser. Poi, raggiunta la maggiore età, è arrivata la scelta di fare della vela e del mare una professione. 

Così è iniziata l’avventura sul Mare del Nord e sul Baltico: Nicolò è diventato comandante di un 12 metri S.I. d’epoca. Con una lunghezza compresa tra i 19 e i 22 metri, la chiglia lunga, dure e difficili da governare queste imbarcazioni sono molto diffuse soprattutto in Europa settentrionale dove sono utilizzate sia per crociere (l’interno è abitabile con 6/7 cuccette, cucina e bagno) che per circuiti di regata (quando richiedono circa 15 persone di equipaggio).  

Dopo diversi anni di questa attività Nicolò sente il bisogno di migliorarsi, di affrontare navigazioni più lunghe ed impegnative, di rimettersi alla prova e di migliorarsi come marinaio. Ed è questa la parola chiave del suo nuovo progetto: prepararsi per affrontare l’Oceano in solitario con una imbarcazione piccolissima, molto invelata, da condurre quasi senza ausili tecnici o elettronici. 

La Mini Transat, che si corre ogni due anni, rappresenta quindi l'obiettivo da raggiungere, anche se i mezzi finanziari sono pochi, la ricerca di sponsor complicata e i problemi da risolvere innumerevoli. Per prima cosa è necessario trovare una barca, poi riuscire a percorrere - nei tempi previsti - il numero di miglia di navigazione in regata richieste per potersi iscrivere, poi preparare la barca e prepararsi all’impegnativo percorso. 

L’edizione 2025, partita da Les Sables d’Olonne, in Francia, si sarebbe dovuta articolare - come di consueto - in due tappe: la prima da Les Sables d’Olonne a Santa Cruz de La Palma (Canarie) e la seconda fino a Saint-François (Guadalupa) per un totale di circa 3000 miglia. 

Ma l’edizione del 2025 - racconta Nicolò - è stata particolarmente sfortunata e impegnativa: la prima tappa è stata interrotta da uno stringato messaggio quando i partecipanti erano al largo delle coste del Portogallo: una perturbazione ciclonica in arrivo costringeva l’organizzazione ad interrompere la regata e invitare i partecipanti a cercarsi un riparo nel primo ridosso possibile. 

Così Nicolò, che era nelle prime posizioni in quel momento, si è ritrovato a Cascais, nei pressi di Lisbona e la fatica fatta fino a quel momento per affrontare e superare l’impegnativo tratto del Golfo di Guascogna e di Finisterre non ha portato i frutti sperati. La tappa non è ripresa: l’arrivo alle Canarie è stato solo un trasferimento.

Per Nicolò le tre settimane di sosta nelle isole atlantiche sono state una corsa contro il tempo per rimediare alla delaminazione di una parte dello scafo senza avere modo per riposarsi e concentrarsi sulla seconda tappa.

Nonostante le difficoltà, il poco vento nella parte iniziale e l’aliseo che era molto più a Sud del solito, il risultato finale - pur al di sotto delle aspettative di Nicolò - è stato comunque importante, un sedicesimo posto su una flotta di 57 iscritti nella classe Serie.

Mentre Nicolò racconta, sullo schermo scorrono le immagini di questa avventura vissuta con umiltà, semplicità e determinazione.  Moltissime le domande dei presenti, sulla regata, sulle scelte, sulla gestione della vita durante la navigazione, sul sonno e sulla veglia, sulle emozioni, sull’esperienza che - con grande saggezza - Nicolò  definisce come un importante momento di crescita personale.

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