Sono le 4.00 del mattino e abbiamo appena compiuto un'altra strambata. Stiamo cercando di posizionarci a Sud del TSS (Traffic Separation Scheme) dello Stretto di Dover, una zona di esclusione tra l’Inghilterra e la Francia, che si estende per 130 miglia lungo la parte più stretta del nostro percorso. A questo punto, potenzialmente, potrebbe esserci una divisione della flotta, a Nord e a Sud, ma noi prevediamo che tutti i team batteranno lo stesso “sentiero”. Abbiamo Azzam e Vestas a vista. È tutto grigio, bagnato e freddo in coperta, e nelle ultime 24 ore non abbiamo praticamente mai smesso di manovrare.
Libby chiama una strambata dopo l’altra, ed io posso solo immaginare quanto siano stanche le ragazze in questo momento, costantemente pronte alla prossima mossa.“L’andare verso Nord o verso Sud era destinata ad essere una decisione insidiosa”, racconta Libby, e continua. “Ma sembrava che la rotta verso Sud fosse più sicura per noi. Mentre andare a Nord è facile, perchè non devi fare così tante strambate, potrebbe essere pericoloso cercare di tornare nuovamente verso Sud. Semplicemente rappresenta un maggiore fattore di rischio.
Dall’altro lato, il vento non si è manifestato così come ce lo aspettavamo, perciò stiamo già eseguendo numerose strambate, il che non è il massimo.Chiedo a Libby quanto è stanca in questo momento e lei risponde “Molto”.La giornata di ieri ci ha offerto di tutto, dai venti molto deboli, forti correnti e cielo blu, alla navigazione al traverso a venti nodi nella nebbia fitta. Annie si è goduta la competizione serrata lungo la splendida costa. “Nel corso della giornata abbiamo ridotto la distanza che ci separa dagli avversari che sono più al largo”, racconta Annie, e continua: ”Inizialmente loro avevano più pressione, ma in realtà la rotta più interna ci ha permesso di ottenere una posizione migliore e di riavvicinarci ad Abu Dhabi e Vestas.
Ad un certo punto tutta la flotta era compressa e strambava lungo la costa della Bretagna. Era molto insidioso e tutto si giocava sulla velocità della barca e sull’affrontare correttamente la corrente.”Sally Barkow ha montato il turno nel tardo pomeriggio. “Abbiamo guadagnato un pò su Brunel andando verso il largo, poi siamo rientrate, loro ci hanno strambato sopra costringendoci a ristrambare e, mentre rientravamo, siamo riuscite a strambare davanti a Brunel, Azzam e Vestas.
È stato bello. Abbiamo navigato molto vicine a Brunel per un periodo piuttosto lungo. Poi è calata la nebbia.Sembra che arriveremo al pit stop a l’Aja già venerdì mattina. Ancora 24 ore! È il momento di mettere in uso l’attrezzatura extra e di dare il massimo fino al traguardo. Facciamolo!
(www.teamsca.com)

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