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giovedì 29 ottobre 2009

Solitari Italiani alla MiniTransat 6,50 - Daniela Klein

dal blog di Daniela Klein http://danielaklein.blogspot.com/ un'altro "assaggio" di questa straordinaria umanità rappresentata dai navigatori solitari italiani:
"É fatta. Bahia. É un sogno grandissimo che si é realizzato. É difficile dire in poche parole tutto quanto e non so da dove cominciare a raccontare. Adesso a getto posso dire che a 24 ore dall'arrivo ho ancora addosso forte l'onda di felicitá dell'essere arrivati, dell'avercela fatta, l'abbraccio delle persone che amo e degli amici che hanno vissuto con me questa che é veramente una enorme avventura. Sta notte ho dormito in un letto vero, ho fatto una doccia vera (non un'altra onda in testa), mangiato un pasto vero (niente hachis parmentier) e sta mattina mentre facevo una colazione a cinque stelle dicevo... e adesso? Che faccio? Intanto ora si mette a posto la barca, che é stata a dir poco fantastica. In certi momenti l'ho veramente strapazzata e sono arrivata qui, in un altro continente, in un altro emisfero, dall'altra parte dell'Oceano, dopo 4100 miglia senza avere rotto niente. Giusto qualche piccolo problemino ogni tanto con il pilota che ho dovuto reinizializzare un paio di volte, un paio di scioperi causa gran caldo della pila a combustibile che mi hanno costretto a qualche turno in piu al timone, il paranco della randa sradicato, un grillo rotto e una stecca persa. Niente. Io anche sono tutta intera, nonostante gli allarmismi nati dal mancato funzionamento della balise che hanno fatto pensare al mondo intero che ero colata a picco e invece ero in pieno match race con Hervé Aubry. Per la forma fisica devo ringraziare Eva, la mia dottoressa, che mi ha dato una serie di consigli che mi hanno fatto arrivare a Bahia in ottimo stato di conservazione. In un solo post non si possono raccontare 20 giorni di avventura adesso solo una piccola anteprima, il momento piu bello: quando ho incontrato Hervé a Capo Verde, entrambi con lo spi grande con 25 nodi che filavamo bordo a bordo come dei matti, planavamo che si volava, era bellissimo. Il momento piu duro: nella parte finale del pot au noir Hervé mi era passato davanti e ho spinto al massimo per riprenderlo con continui cambi tra spi e drifter, entravo a tutta birra nei groppi con lo spi, senza dormire mai e timonando sempre. La notte successiva, la stessa quando a poche miglia da me Antoine ha perso la sua barca, siamo stati strapazzati ben bene da una serie di groppi e io ero in debito di sonno, non dormivo da due giorni e li per la prima volta in vita mia ho avuto delle allucinazioni. Avevo finito le batterie, non solo fisicamente ma anche di testa, non capivo dove stavo andando, confondevo la realtá con delle cose che immaginavo, li é stata duretta. La cosa che mi ha impressionato di piu: l'entrata nel pot au noir. Dietro il cielo azzurro davanti come un sipario nero, quasi una barriera fisica. Il GPS con la sua freccina mi indicava dritto, li dentro, buio come di notte, e io mi dicevo no, non voglio andarci... poi un momento 15 nodi in poppa, un momento 30 di bolina. Ed é impressionante come saliva in fretta il vento, in un istante. É stato un pot au noir secondo me particolarmente virulento, a volte mi dicevo ma sono veramente condizioni dantesche, é infernale tutta sta cosa. Non vedevo davvero l'ora di uscirne. Il capitombolo piu grande: una strapoggia da manuale, avevo dato un piu uno al pilota e lui ha fatto un piu dieci, un macello enenarrabile, ho fatto due giri su me stessa con tutto girato al contrario, un disastro, ma dopo un quarto d'ora eravamo di nuovo in pista anche questa volta senza nessun danno. Mangiare é stata un'impresa, ho portato a Bahia piu di meta della cambusa, ho consumato pochissima acqua, benedetto letteralmente i due piloti automatici sia l'idraulico che il pilota di emergenza che ho usato spesso per risparmiare energia. Ringraziato Luca che mi ha dato il gomitolo di lana poco prima di partire con il quale ho spesso giuncato gli spi per darli con vento evitando senz'altro qualche disastro. Ho potuto leggere un libro contrariamente ad ogni mia previsione e mi sono goduta la playlist dell'ipod nei lunghi turni notturni al timone. Ora vado a mettere a posto la barca, gli spi sono ancora buttati dentro li da spinare e dentro é come se fosse esplosa una bomba... A bientôt le reste... à toute allure..... "

lunedì 26 ottobre 2009

Diario di Bordo - Transat 6.50 - In alto i cuori!


Lunedi 26 Ottobre 2009 - Per dare l'idea di quanto sia migliorata Daniela si potrebbe citare la SMS del 2008 .Allora McGoldrick vinse tra i Serie, rimanendo a lungo a stretto contatto con i Proto migliori, mentre Daniela trapestava le ultime posizioni del gruppo, arrivando parecchie ore dopo, in una tratta di sole 140 miglia.Ora si può permettere il lusso di giungere solo di un soffio dopo l'australiano, al termine di quasi un mese di navigazione!Le sue immagini in testa d'albero credo che rappresentino quant'altre nessuna le qualità tecniche, fisiche ed umane che occorrono per portare a termine la Transat.Non per fare il maschilista, ma vederle esprimere in questa misura da una ragazza non farà che aumentare l'ammirazione e la stima che tutti le dobbiamo. Well done Dani... non vediamo l'ora di abbracciarti!
Per Gaetano il compito era particolarmente ostico... il suo proto nelle ultime stagioni aveva evidenziato un palese deficit di spunto rispetto ai nuovi mostri.Se parti con un P2 puoi sempre nutrire, nel fondo del cuore, la speranza di ottenere, di riffa o di raffa, un risultato decente. Per lo meno sai che non ti sarà impossibile tenere il gruppone nel mirino.Per Gaetano questo non era affatto scontato... e ci pare che abbia spremuto dal suo incrociatore il meglio del meglio possibile, con regolarità e sapienza marina.Gaetano non ho voglia di abbracciarlo ma di ascoltare dalla sua viva voce racconti che, sono sicuro ,trasuderanno di un'epica coloritissima... A presto!
Chi è stato il migliore?Ora il compito si fa arduo... fin'ora ci eravamo compiaciuti per il settimo posto dell'indimenticato Andrea Romanelli nel 1993 e di quello di Giacomozzi nel 1997.Ora ci ritroviamo questo fantastico quarto posto in categoria Serie di Giancarlo Pedote.Credo che i piani siano difficilmente sovrapponibili e che converrà, come del resto Classemini ha già ufficializzato, continuare a distinguere le due classifiche.Sicuramente di meglio non sarà facile fare nell'immediato, soprattutto tra i Proto.
Se distinguersi tra i Serie abbiamo visto quanto sia costato ai nostri in abnegazione e programmazione, non nascondiamoci che tra i Proto porebbe essere ancora più difficile.Le considerazioni economiche diventano imponenti per una campagna al Top, circa il doppio rispetto ai Serie. Le implicazioni tecnologiche e tecniche si moltiplicano rendendo improbo, se non impossibile, l'approccio vincente di un dilettante evoluto...Il bacino di utenza per uno skipper valido nella categoria regina credo che si limiti ai cultori di Classi Olimpiche, di Coppa America od ai professionisti dei vari circuiti di monotipi, con in più il pallino del solitario e con la voglia di farsi il mazzo per almeno due anni, perfetto identikit di Caracci... mica facile!La tentazione di provarci, da parte di molti, nei nuovi consorzi di Vor 70 italiani, temo che non faciliterà il compito, stornando qualche candidato dall'ipotesi Mini...
Comunque non fasciamoci la testa... le sorprese sono sempre dietro l'angolo.Ricordo ancora quando, nella primavera del 2002 , un mio amico mi disse che un suo conoscente voleva partecipare alla Mini Transat dell' anno successivo.Avendone già conosciuti a decine di sognatori inconcludenti, gli fissai un'appuntamento a casa mia giusto per cortesia... e due sere dopo venne a trovarmi Enrico Podestà ( ottavo nel 2003 )! Quindi... in alto i cuori!

giovedì 15 ottobre 2009

Solitari Italiani alla MiniTransat 6,50 - Daniela Klein


Daniela ha la fortuna di poter godere nel suo primo anno di attività di un volano d'eccezione.Il coskipper del 2007 è Ernesto Moresino, "l'inventore" della Classe Mini Italia, con quattro campagne Transat alle spalle. Difficile trovare di meglio. I due inanellano subito bei risultati al GPI, alla MiniMax ed alla MiniMed. Unica battuta d'arresto, ma lo è stata per tanti, la Mini Solo che vede al ritiro una Dani ancora un pò acerba.2008: Daniela sa scegliere bene gli allenatori. Alla Save the Wales naviga con Enrico Podestà, altro califfo da primi 10 alla Mini. Porta poi a termine il GPI e la Marsiglia-Algeri.Con la Sanremo Mini Solo ottempera all'obbligo della solitaria e l'estate la vede alle prese con la qualifica... per una dilettante è veramente difficile programmare qualcosa di più esaustivo! Il colpo d'ala lo ha in inverno, complice un' uscita di allenamento a Pornichet, ospite di Del Zozzo. Verificata la ricchezza tecnica del centro, vi si iscrive, ponendo le basi delle sue attuali splendide performance.2009: solo la Select, per non disperdere troppo tempo e risorse...Ed ora eccola "quasi" nei 20. Da imitare...

mercoledì 30 settembre 2009

MINITRANSAT 6,50 - Daniela Klein


Dal sito della navigatrice solitaria italiana Daniela Klein (http://www.danielaklein.blogspot.com/) ho estratto questo post per dare un'idea di che cosa affrontano questi marinai su barche di soli 6,5 metri, soli, in nezzo all'Atlantico:

"Leg uno: da La Rochelle > a Madera
Arrivati. Diciamo che le cose non sono andate esattamente come volevo ma alla fine sono soddisfatta. A parte la collisione in partenza che per fortuna non ha provocato danni gravi il problema e stato che non sono riuscita a mangiare e ho portato a Madera una cambusa quasi intonsa. I primi due giorni sono stata male e non ho capito bene per che motivo. Ho navigato all'inizio con poca sintonia e con fatica. La seconda notte ho fatto un grosso strappo nello spi piccolo, aprendolo quasi in due. Ho fatto posto sottocoperta per fare una pezzatura gigante che era orrenda da vedere ma funzionava. La notte si andava che era una meraviglia il pilota portava la barca bene e intorno la nostra scia e i nostri baffi erano fosforescenti di plancton, un gruppo di delfini ci ha seguito per un po e anche le loro scie giocose erano fosforescenti. Era bellissimo. Poco dopo pero il disastro: lo spi si e sventato e ho fatto una caramella inestricabile intorno allo strallo. L'unico modo per liberarlo era salire sull'albero operazione che non era proprio una passeggiata con quelle condizioni di mare. Ho sbattuto ovunque ma alla fine ero su e ho provato a liberare lo spi. Niente da fare, l'unica era tagliarlo. Peccato che quando ho messo la mano in tasca per prendere il coltello la tasca era vuota. Mi e caduto mentre salivo. Cosi ho dovuto di nuovo scendere prendere un altro coltello e salire nuovamente. L'ho tagliato e non mi dimentichero mai la scena dello spi bianco che vola via inghiottito dalla notte. La mattina dopo il vento ha mollato un po e volevo dare lo spi grande ma quando l'ho preparato avevo ancora tutto un casino nelle drizze in testa d'albero e cosi ho dovuto salire di nuovo. Insomma questo triplice giro in testa d'albero di fronte a Finisterre con il mare formato e la perdita dello spi piccolo non hanno contribuito a farmi trovare subito le sensazioni che stavo cercando. Ma poi e avvenuta quella comunicazione con la barca che cercavo e alla fine mi sentivo di essere dove volevo e di stare facendo quello che volevo. E incredibile come sia tutto una cosa di testa. La discesa lungo il Portogallo e l'avvicinamento a Madera sono andate bene, sono contenta di essere riuscita a contornare piu meno l'anticiclone e ho avuto globalmente meno calme degli altri che mi ha permesso di recuperare qualche posizone. Il pilota funzionava e le batterie erano sempre cariche, mie e della barca, non mi sono mai sentita stanca e stavo bene. Ho pensato spesso che ho ricevuto una bella spinta con gli incoraggiamenti degli amici e l'affetto dei miei che ho capito sono un ingrediente importante in un buon risultato esattamente come una buona preparazione della barca. Nella mente di queste prime 1100 miglia mi rimane un'immagine bellissima, millecentomiglia tutte alle andature portanti. Un sogno. Dovrei fare una lista enorme per ringraziare tutti quelli che dovrei ma intanto ringrazio Christophe che ha trovato il tempo per mettere a posto il blog. Grazie Tof! Adesso un po di bricoles alla barca e sono curiosa di scoprire Madera."