Ieri sera si è assistito a una virata strategica,
dove ognuno dei sette team in gara ha cercato di guadagnare sugli
avversari, sperando che la loro fosse l'opzione giusta. Le veliste di
Team SCA sono state le prime a virare e ne è derivato un effetto domino,
con tutti gli altri sei che hanno seguito. Ne sono usciti vincitori
coloro che si sono tenuti più al largo, ma solo marginalmente, e le
ultime 160 miglia al traguardo di Lorient, saranno ancora una volta ad
alta tensione, una guerra per essere i più veloci e meglio posizionati
per la fase finale.
In testa della flotta c'è sempre l'equipaggio
femminile di Team Sca che lotta con Team Vestas Wind per quella che,
chiunque la ottenesse, sarebbe una vittoria storica anche se per motivi
diversi. Team SCA è il primo equipaggio di sole veliste alla Volvo Ocean
Race da 12 anni a questa parte e un loro successo arriverebbe 25 anni,
un quarto di secolo, più tardi di quello ottenuto ad Auckland
nell'edizione 1989/90 da Maiden, guidato dalla britannica Tracy Edwards.
La navigatrice della barca magenta Libby Greenhalgh ha riassunto così
in un blog inviato ieri il sentimento a bordo: “Come mi sento? Ho i
nervi a pezzi, sono nervosa, stressata, preoccupata, ho le farfalle
nello stomaco. La regata è ancora molto aperta e le prossime ore sono
cruciali. E' una posizione completamente diversa dal solito quella del
leader, che fa la prima mossa o che osserva gli altri fare una mossa
diversa dalla tua. Non abbiamo avuto paura di fare la prima mossa, ma
quando sei davanti, la posta in palio è molto più alta.”
Per Team Vestas Wind, invece un successo di tappa
dopo il rientro in gara e tanti mesi di duro lavoro e di frustrazione,
avrebbe un sapore davvero dolce. Brian Carlin da bordo della barca
danese racconta. “Abbiamo avuto 30 nodi fissi con punte a 40 e un
mare enorme, con onde di 4 o 5 metri. Ah, e per aggiungere un po' di
pepe abbiamo avuto una bella perdita di olio dal sistema idraulico,
quindi ora muoversi sottocoperta è come camminare sull'acqua saponata.”
Alle spalle dei due battistrada si sta combattendo
una battaglia che potrebbe avere un premio ancora più prestigioso, la
vittoria nella classifica generale della Volvo Ocean Race 2014/15.
Dongfeng Race Team e Team Brunel lottano per tenere accesa la speranza
di riuscire a strappare un risultato utile alla graduatoria generale
che, dopo nove mesi e oltre 37.000 miglia di navigazione è ancora
incerta. Abu Dhabi Ocean Racing, tuttavia, necessita di portare il suo
vantaggio a otto punti, finendo l'ottava tappa due posti davanti ai
franco/cinesi e agli olandesi per potersi assicurare la dodicesima
edizione del giro del mondo.
Dalle foto che giungono da bordo della
barca degli emirati, che si trova in terza piazza con un vantaggio di
5.6 e 10.3 miglia su Dongfeng e Brunel rispettivamente, è chiaro che lo
skipper Ian Walker non ha praticamente chiuso occhio nelle ultime 24
ore. Lo conferma anche il blog odierno dell'onboard reporter Matt
Knighton. “Non vola una mosca, stiamo tutti trattenendo il respiro.
Si sta svolgendo la penultima corsa di tutte le corse della regata fra
gli spruzzi della bolina nel Golfo di Biscaglia. Abbiamo avuto un uomo
fisso al carteggio durante le ultime 24 ore, per passare rotta e
velocità ogni due minuti al timoniere in coperta. Per la prima volta
questa mattina Ian ha dormito un poco, ma durante la notte è sempre
stato seduto al carteggio a controllare l'AIS. Dopo 72 ore in mare,
tutti a bordo hanno la faccia di chi ha appena fatto una tappa di 26
giorni.”
Per Charles Caudrelier, skipper di Dongfeng Race Team
e Bouwe Bekking, skipper di Team Brunel, però la partita non è ancora
chiusa, visto che potrebbe essere la tempistica e il luogo di una virata
a decidere la tappa. A bordo delle due barche, alla tensione
agonistica, inoltre si sono aggiunti dei problemi tecnici. La barca
olandese ha strappato lungo il rinforzo il J2, una vela di prua molto
importante nel caso il vento calasse nelle prossime ore, mentre sulla
barca cinese si è nuovamente rotto il dissalatore elettrico che produce
acqua dolce e l'equipaggio è costretto a pompare a mano, un'operazione
lunga e faticosa.
Nel mezzo di queste lotte, se ne sta svolgendo
un'altra: quella fra i turco/americani di Team Alvimedica, che imbarca
l'unico italiano della regata Alberto Bolzan, e gli spagnoli di MAPFRE.
Le due barche sono a pari punti sul tabellone generale, a 27 punti,
ossia 11 alle spalle di Abu Dhabi Ocean Racing, e se, nessuno dei due
team realisticamente può mettere in pericolo i leader, le loro
prestazioni nell'ultima fase della tappa potrebbero essere importanti.
Se, infatti, dovessero finire fra la barca di Ian Walker e quelle di
Caudrelier e Bekking, il risultato finale sarebbe deciso. Anche se gli ultimi dati dal race control centre di
Alicante dicono che il vento è sceso di intensità, ora si aggira sui 20
nodi, l'ultima fase di bolina non sarà comoda e neppure senza rischi,
tutta da seguire. Il Comitato di regata, presieduto dal neozelandese
Jack Lloyd intanto, ha confermato che per questioni meteo e di sicurezza
l'arrivo si svolgerà con una rotta diretta verso Lorient, senza il
passaggio di Belle Ile, come inizialmente ipotizzato.

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